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"ERASMUS? WHAT'S ERASMUS?"
di Paolo Rimoldi*
Per alcune informazioni generali sul programma e sulle sue finalità si rinvia
alla scheda riportata qui in fondo.
L’applicazione del programma Erasmus negli istituti AFAM ha seguito il modello
universitario. Ci sono però caratteristiche e variabili che negli istituti
musicali non sono facili da trasferire e non hanno ancora trovato una soluzione
definitiva. Per citarne alcune:
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ancora pochi istituti musicali
europei adottano lo ECTS (European Credit Transfert System), per l’apparente
difficoltà di tradurre la formazione artistica in termini di semplice “carico di
lavoro orario”. Ma nella realtà italiana l’adozione dello ECTS è resa
problematica dalla necessità di ancorare il sistema a una definizione dei piani
di studio il più possibile stabile e ‘definitiva’. Per le tormentate vicende
della riforma questa stabilità dei piani di studio non c’è ancora, e il ritardo
lo scontiamo anche in questo settore particolare: il riconoscimento dei crediti
allo studente, che è prescritto dal Programma, è spesso problematico.
-
spesso i docenti che “ospitano” uno
studente Erasmus si ritrovano sorpresi e spaesati quando scoprono che studenti
provenienti da aree musicalmente “nobili” rivelano conoscenze teoriche e abilità
tecniche inferiori a quelle che ci si attenderebbe. In realtà questi studenti
sono iscritti a corsi a indirizzo fortemente pedagogico, nei quali le
tradizionali competenze di tecnica esecutiva sono considerate secondarie
rispetto a una conoscenza di base a più ampio spettro, basata su una pratica
elementare di più strumenti, sulle abilità improvvisative, elaborative, ecc.).
In questi casi le finalità del percorso di formazione da cui lo studente
proviene sono meglio definite che da noi, e la reciproca conoscenza dei diversi
sistemi nazionali non è adeguata. D’altra parte l’armonizzazione dei sistemi
dipende – oltre che dalle legislazioni nazionali – anche da circostanze
eminentemente culturali, come il confronto delle diverse metodologie, la
condivisione di ricerche e progetti, una maggiore propensione dei docenti allo
scambio come mezzo di crescita e aggiornamento didattico e non solo come pur
legittima forma di autopromozione.
-
spesso è difficile far sostenere
esami agli studenti Erasmus. La particolare natura della formazione
professionale alla musica (soprattutto quando richiede una continuità di
rapporto fra insegnante e studente, o una pratica d’insieme in ensembles
stabili) rende a volte difficile la conclusione ‘formale’ dei corsi
nell’istituto ospite, affidando all’istituto di partenza la libertà ma anche la
responsabilità di una valutazione non sempre agevole “a distanza”.
«What’s next?»: Erasmus a Milano
Gli accordi di scambio attivati a partire dall’a.a. 2001/02
(anno in cui il conservatorio di Milano ha ottenuto la EUC
(Erasmus University Charter) sono 36, con alcuni tra i
maggiori istituti musicali di 15 paesi europei; grazie a questi accordi, circa
65 studenti e 15 docenti del nostro istituto hanno usufruito delle opportunità
offerte dal programma, e, nello stesso tempo, altrettanti studenti e docenti
stranieri sono stati ospiti del nostro istituto.
La
gestione del programma Erasmus a livello locale si trova a dover affrontare
diversi altri problemi, sia di ‘sistema’ (insufficienza di alloggi per studenti,
costo della vita…), che inerenti la locale realtà del Conservatorio (mancanza o
carenza di aule per lo studio, organizzazione dei corsi non sempre puntuale,
insufficienti servizi informatici, farraginosità di funzionamento della
biblioteca…); questi problemi, giustamente evidenziati nell’annuale inchiesta di
soddisfazione tra gli studenti stranieri ospiti, non impediscono che il giudizio
complessivo si attesti su una valutazione più che sufficiente.
Di
rimando, anche le reazioni degli studenti e docenti italiani di ritorno
dall’estero (dove, se può consolare, non mancano a volte problemi simili ai
nostri), sono molto positive.
In
pochi ma significativi casi, l’esperienza Erasmus di qualche studente si è
prolungata in soggiorni più stabili nella nuova sede, per periodi di
perfezionamento o, addirittura, per occasioni lavorative.
Per il Conservatorio di Milano, tradizionalmente aperto alle presenze
internazionali, quella della capacità attrattiva sembra essere una delle sfida
più grande da affrontare negli anni a venire.
Scheda informativa
Il
Programma d'azione comunitaria nel campo dell'apprendimento permanente, o
Lifelong Learning Programme (LLP), è stato istituito con decisione del
Parlamento europeo e del Consiglio nel 2006, e riunisce al suo interno tutte le
iniziative di cooperazione europea nell'ambito dell’istruzione e della
formazione. Ha sostituito, integrandoli in un unico programma, i precedenti
Socrates e Leonardo, attivi dal 1995 al 2006.
Il suo obiettivo
generale è contribuire, attraverso l'apprendimento permanente, allo
sviluppo della Comunità quale società avanzata basata sulla conoscenza,
con uno sviluppo economico sostenibile, nuovi e migliori posti di lavoro e una
maggiore coesione sociale, garantendo nel contempo una valida tutela
dell'ambiente per le generazioni future.
In particolare si
propone di promuovere, all'interno della Comunità, gli scambi,
la cooperazione e la mobilità tra i sistemi
d'istruzione e formazione in modo che essi diventino un punto di riferimento di
qualità a livello mondiale.
Il Programma di
apprendimento permanente rafforza e integra le azioni condotte dagli
Stati membri, pur mantenendo inalterata la responsabilità affidata ad
ognuno di essi riguardo al contenuto dei sistemi di istruzione e formazione e
rispettando la loro diversità culturale e linguistica.
Il Programma Settoriale Erasmus permette agli studenti degli
Istituti di istruzione superiore titolari di
EUC (Erasmus University Charter, una sorta di “certificato di idoneità”
dell’Istituzione) di trascorrere un periodo di studi presso un
Istituto titolare di EUC di uno dei Paesi partecipanti al Programma,
che abbia firmato un accordo bilaterale con l’Istituto di appartenenza.
Lo studente Erasmus può ricevere un contributo comunitario ad hoc, ha la
possibilità di seguire corsi e di usufruire delle strutture disponibili presso
l'Istituto ospitante senza ulteriori tasse di iscrizione, con la garanzia del
riconoscimento del periodo di studio all’estero tramite il trasferimento dei
rispettivi crediti (con il supporto dell’ECTS o di un altro sistema di crediti
compatibile).
Il Programma Erasmus consente di vivere esperienze culturali all'estero, di
conoscere nuovi sistemi di istruzione superiore, di perfezionare la conoscenza
di almeno un'altra lingua e di incontrare giovani di altri Paesi, partecipando
così attivamente alla costruzione di un'Europa sempre più unita.
*responsabile del
programma Erasmus nel Conservatorio di
Milano |