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Perchè è sbagliato tagliare i fondi all'istruzione, di Giovanni Ferri (nelmerito.com, 4 giugno 2010). Nessun Paese da povero è diventato ricco senza aver accresciuto di gran lunga i propri investimenti in istruzione.
Atenei, ecco chi stila la graduatoria (Corriere.it, 24 luglio 2009). Il nuovo regolamento ANVUR: sintesi dei compiti dell'Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca.

Università, più soldi agli atenei migliori ma molti rettori protestano per i tagli (Il Messaggero, 25 luglio 2009). I nuovi criteri di distribuzione del 7% dei fondi: proteste dei rettori e blog dei lettori.

Atenei, più soldi a quelli virtuosi, promossi 27 e altrettanti bocciati. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all'Agenzia di valutazione. Gelmini ha firmato la ripartizione delle risorse e il taglio dei corsi inutili (Repubblica, 24 luglio 2009). I criteri: la qualità della didattica è stata valutata in base "alla percentuale dei laureati che trovano lavoro a tre anni dal conseguimento della laurea, alla capacità degli atenei di limitare il ricorso a contratti e docenti esterni evitando il proliferare di corsi ed insegnamenti non necessari e affidati a personale non di ruolo". E ancora: alla quantità di studenti che si iscrivono al secondo anno avendo fatto almeno i due terzi degli esami del primo, e alla possibilità data agli studenti "di valutare attraverso un questionario la qualità della didattica e la soddisfazione per i corsi di laurea frequentati".

Premio di 350 milioni agli atenei virtuosi. L'antefatto: annuncio dei nuovi criteri di distribuzione dei fondi e dell'attivazione dell'Agenzia nazionale di valutazione in un articolo del Corriere del 3 agosto 2007.

Le nozze coi fichi secchi, di Aldo Rustichini e Daniele Secchi (noisefromAmerika.org, 24 luglio 2009). Un sostegno, tecnicamente argomentato, alla tesi "hard" secondo cui si possono aumentare di molto le tasse pagate dagli studenti universitari (e quindi fronteggiare i tagli dei finanziamenti statali) senza danneggiare le fasce socialmente più deboli. Da un sito di economisti italiani che lavorano negli USA.

Scompensi per tutta la società, di Chiara Saraceno (Repubblica, 18 luglio 2009, pag. 25). Un paese "dove più che in altri occorre nascere nella famiglia <giusta> per avere buone chances, dato che scarsa è la ridistribuzione per vie sociali". Come il familismo contribuisce alla forte riproduzione intergenerazionale della disuguglianza nel nostro paese. Sono conti che non si fanno spesso, perchè sono interni alla classe dirigente.

C'è musica e musica, di Umberto Eco (L'Espresso, 2 luglio 2009). Eco contro il consumismo musicale, e la musica che inquina. Con una autorevole testimonianza anti-musicale di Kant. Magari hanno ragione....

Il boom della disoccupazione e il silenzio dei giovani, di Tito Boeri (Repubblica, 16 giugno 2009, pag.1). I giovani, la democrazia, internet, le pensioni, la spesa pubblica, i tagli sulla scuola, la riforma dei licei: tutto in (molto) estrema sintesi, da un economista di successo.

Legge epocale? Il PD attacca: "Si torna all'inizio del secolo", di Salvo Intravaia (Repubblica, 12 giugno 2009). Va bene semplificare gli indirizzi, ma il liceo resta ancorato al sapere teorico, e si buttano a mare centinaia di sperimentazioni valide: questo il giudizio di Mariangela Bastico, responsabile scuola del PD.

Tanto tuonò che piovve. L'autonomia irresponsabile nella riforma dell'Università italiana, di Rosario Nicoletti (da noisefromAmerika.org). La difficoltà di riformare l'università italiana, nell'analisi di un sito di intellettuali italiani che lavorano negli USA.                           qui>>l'articolo integrale               qui>>un estratto dell'articolo

Se 50 anni di copyright vi sembran pochi, di Françoise Benhamou e Pierre-Jean Benghozi (la voce.info 12.05.2009) I diritti d'autore, e di esecutori, interpreti e produttori da 50 a 95 anni? Una critica serrata da un sito francese (in italiano per lavoce.info, trad. Daniela Crocco).
Riforma dell'università italiana e Bologna Process: a che punto siamo?, di Claudia Tubertini (da nelMerito.com, 17 aprile 2009). Internazionalizzazione, qualità degli studi e impiegabilità dei laureati sono i temi del Processo di Bologna. Ma appunto: a che punto siamo?

Il mito del valore legale della laurea, di Stefano Civitarese Matteucci, Gianluca Gardini (da nelMerito.com, 13 marzo 2009). La polemica sul "valore legale" rischia di costituire un mero diversivo per non affrontare i reali problemi dell’università, che risiedono soprattutto nell’assenza di responsabilità dei docenti e di competitività tra gli Atenei.

contatti: team@aasp.it