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Alla ricerca di un presidente che già c'è
A proposito di una terna, e di altre "piccole cose"
di Mario Borciani
Il giorno 13 dicembre, Santa Lucia, domenica, i docenti del Conservatorio di
Milano hanno trovato nella casella di posta elettronica la seguente
comunicazione, inviata dal vicedirettore Sonia Bo.
"Cari Colleghi,
vi
scrivo per un’inaspettata urgenza. La terna dei candidati per la presidenza
del Conservatorio, da sottoporre al Ministro da parte del Consiglio
Accademico, non può essere presentata a febbraio, come tutti pensavamo.
Siamo invece vincolati per legge a predisporre la terna entro 60 giorni
dalla scadenza del mandato dell’attuale presidente, il dr. Borrelli. Il
Consiglio Accademico è stato perciò convocato per individuare la terna già
venerdì 18 dicembre.
Come da me annunciato durante la scorsa riunione del C.A., nel corso della
quale il direttore ci ha informato della cosa, ho pensato di rivolgermi a
tutti voi, come già feci tre anni fa. In vista della raccolta di nominativi
per la rosa di candidati alla presidenza del conservatorio, rosa all’interno
della quale il consiglio accademico sceglierà la terna da presentare al
Ministro,mi rendo disponibile per eventuali segnalazioni da parte vostra.
Occorre tenere presente che il profilo del candidato deve attenersi a quello
indicato nell’art.1,comma 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 31
ottobre 2006, n. 295 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.298 del 23
dicembre 2006) che vi riporto:
“Il presidente è nominato dal Ministro entro una terna di soggetti,
designata dal consiglio accademico, in possesso di alta qualificazione
professionale e manageriale nonché di comprovata esperienza maturata
nell’ambito di organi di gestione di istituzioni culturali ovvero avente
riconosciuta competenza nell’ambito artistico e culturale.”
Inoltre il C.A aveva a suo tempo deliberato di non prendere in
considerazione candidati che avessero incarichi direttivi in istituzioni che
intrattenessero rapporti commerciali col conservatorio (ad esempio
associazioni a cui il conservatorio affitta le sale), per evidente conflitto
di interesse.
Per ulteriori informazioni o segnalazioni da farmi entro le ore 16 di
giovedì 17 dicembre ( corredate da curriculum e da dichiarazione di
accettazione, in caso di nomina, da parte del candidato) vi ricordo i miei
recapiti:"
Questa richiesta, benché certamente dettata da
autentico spirito democratico e da amore per la trasparenza, non scoraggia,
però, il lettore attento dal porsi alcuni interrogativi.
Il primo riguarda, ovviamente, il merito della
questione. Il dottor Borrelli, presidente del Conservatorio dal 2007,
personalità di spicco per le sue alte qualità morali e professionali, è il
candidato “naturale” per una riconferma che appare scontata a molti. Per
questa ragione sorprende, nella mail della professoressa Bo, un’omissione
curiosa: se, cioè, il dottor Borrelli avesse deciso di candidarsi oppure no
(la storia successiva si è incaricata di dimostrare che sì, aveva intenzione
di candidarsi e si è candidato.) L'informazione non era inutile: quale
soggetto [....] in possesso di alta qualificazione professionale e
manageriale nonchè di comprovata esperienza maturata nell'ambito di organi
di gestione di istituzioni culturali ovvero avente riconosciuta competenza
nell'ambito artistico e culturale avrebbe affrontato il rischio, per non
dire la quasi certezza, di uscire sconfitto dal confronto col dottor
Borrelli? Nessuna personalità milanese si sarebbe prestata, con così poco
preavviso e con prospettive così incerte.
Chi, quindi, potevano segnalare, i destinatari della comunicazione?
La (dobbiamo supporre)
intenzionale mancanza di informazioni da parte della professoressa Bo ha
messo i docenti che si prestavano a cercare candidature autorevoli (ve ne
sono poi state almeno due, quella di Franco Mariotti, esclusa per misteriosi
motivi dopo la lettura del curriculum, e quella di Philippe Daverio, che
invece è andata in votazione) nell'antipatica condizione di non poter
dire, alle
persone che interpellavano, che si sarebbero trovate a concorrere con il dr.
Borrelli. Una circostanza non secondaria, conosciuta la quale sarebbe poi
spettato agli interessati decidere se esporsi o meno.
L’autentico spirito democratico e la
trasparenza cominciano a scricchiolare.
Ma andiamo avanti. Dal verbale del Consiglio
Accademico del 18 dicembre non risulta che siano state attivate procedure
per la presentazione delle candidature per la terna da sottoporre al
Ministro. Né risulta da alcuna altra fonte. In altre parole, non si sa quali
delle candidature siano state presentate dal vicedirettore, quali dal
direttore, quali da altri docenti (pronti ad ovviare alla curiosa
“dimenticanza” di chi non sapeva che il termine per la presentazione delle
domande non era a febbraio, bensì sessanta giorni prima della scadenza del
mandato del dottor Borrelli, e cioè il cinque gennaio, vale a dire,
praticamente, prima delle vacanze natalizie). E quali fossero
autocandidature. Un giorno, oplà, sette nomi compaiono sul tavolo del
Consiglio Accademico.
L’autentico spirito democratico e la
trasparenza scricchiolano sempre più.
La terza, e per ora ultima, domanda che sorge
nella mente del nostro attento lettore è questa: come mai l’appello dovuto
all’”inaspettata (da chi?) urgenza” causata a sua volta dal fatto che “la
terna… non può essere presentata a febbraio, come tutti pensavamo” (tutti
chi?) reca la firma del vicedirettore Sonia Bo e non quella del direttore
Zanolini?
Varrà forse la pena di ricordare che nell’ottobre prossimo si terranno le
elezioni per il direttore del Conservatorio di Milano. Varrà anche la pena
di ricordare, a quel che pare, che il Maestro Zanolini non vuole
ricandidarsi. Varrà altresì la pena di considerare che Sonia Bo
(vicedirettore ed eletta due anni fa in Consiglio Accademico con numerosi
voti di preferenza) non ha finora espresso apertamente la propria intenzione
di candidarsi alla guida del Conservatorio.
Ognuno può trarre le proprie conclusioni e
vedere da sé che ne è dell’autentico spirito democratico e della
trasparenza.
(28
dicembre 2009) |